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. Splendid Lovestory .
Recensione:
Kasumi per dimenticare una relazione amorosa finita, si reca in viaggio a Roma. Nei pressi degli scavi archeologici del Foro romano, incontra Yoshiki studente di archeologia in vacanza studio per conto dell'università. Complice il clima caldo e la città romantica, tra i due è amore a prima vista. Fino a qui niente di particolare, finché ritornando in patria, Kasumi scopre che l'amore della sua vita in realtà è suo fratello. La trama parte da un buon presupposto, molto caro ai lettori giapponesi, ossia l'amore clandestino e incestuoso tra consanguinei. Intrighi, fughe, sconvolgimenti etici non mancano nel tutto l'arco dei suoi 18 volumi. Ciò nonostante, la storia risulta fiacca: gli spunti interessanti vengono esauriti dopo pochi volumi portando le vicende ad intrecciarsi all'inverosimile, coinvolgendo i personaggi in un turbine eccessivamente drammatico, e rendendo il tutto tirato troppo per le lunghe, a tratti noioso e poco coinvolgente. La caratterizzazione dei personaggi coinvolti è superficiale: la drammaticità degli eventi sembra essere suggerita unicamente dagli atteggiamenti isterici rendendo i protagonisti poco credibili. Abbondano inoltre le situazioni irreali e i comportamenti estremi, conditi da un pessimo e ripetitivo svolgersi dei fatti che sballotta i protagonisti dal un capo all'altro del mondo (America, Europa, Giappone). A rendere poco gradevole il tutto ci si mette anche il tratto dell'autrice, per niente accattivante e banale, con un'incisività pari a zero. Peccato. L'inizio prometteva bene e con un minor sforzo (i volumi potevano essere la metà!) forse poteva, a prescindere dai disegni, venire fuori un'opera discreta ed interessante. Insomma, questa "lovestory" è tutto tranne che "splendid"!
a cura di KER
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