Rozen Maiden è probabilmente
l’opera più conosciuta in Italia, (meritatamente), delle
Autrici giapponesi note come Peach-Pit,(Pseudonimo di Banri
Sendo e di Shibuko Ebara); altre loro opere pubblicate nel
nostro paese sono Zombie Loan, (Shounen, Horror, Azione) e
Dears,(Commedia, Ecchi, Sentimentale), tutte opere molto
diverse tra loro a prova della grande flessibilità di queste
autrici.
Tornando a Rozen Maiden, raramente come in questo caso la
prima impressione, leggasi la presenza di bamboline,
(assolutamente vive!) carine e pucciose, condite di un non
raro uso di gag comiche miste ad alcuni disegni deformed,
rischia di essere quella sbagliata; Rozen Maiden è infatti
un’ opera pensata per un pubblico di ambo i Sessi e per
nulla infantile.
Andando ad analizzare la storia infatti troviamo un lungo
elenco di problematiche serie, oltre che di situazioni anche
molto drammatiche che colpiscono i vari personaggi, quasi
sempre ottimamente caratterizzati e originali, (a cominciare
da Shinku e dalla sua rivale Suiginto); Rozen Maiden risulta
alla fine un’ opera molto psicologica, nella quale il tema
di fondo è spesso la difficoltà e la sofferenza
caratteristiche della vita.
In questo senso come non citare la situazione del
protagonista, un hikikomori, cioè nel caso specifico un
ragazzo che a causa di un trauma avvenuto a scuola, di una
relativa solitudine familiare e di un carattere non proprio
da leone, si rinchiude in casa diventando incapace di
qualsiasi rapporto con le persone e l’ambiente esterno,
situazione questa che riuscirà a risolvere proprio grazie al
rapporto con le bambole, Shinku su tutte; oppure come non
parlare della battaglia delle bambole, creature quasi
immortali costrette, (o forse no), a combattere tra loro pur
essendo sorelle, una guerra terribile che va avanti da
lunghissimo tempo, con lo scopo di raggiungere la perfezione
e poter incontrare il proprio padre.
Se la trama risulta complessivamente ottima, con solo
qualche lieve calo in alcuni episodi puramente comici,
sull’aspetto tecnico la situazione non è cosi impeccabile,
anche se si mantiene comunque di buon livello; la parte
audio, (ovviamente dell’anime), è buona per le musiche e
ottima per le voci,(con qualche eccezione, soprattutto tra
gli umani), mentre a livello grafico c’è da confessare che
mentre le bambole risultano ben disegnate e animate, i
personaggi umani e l’ambiente non raggiungono lo stesso
ottimo livello, questo difetto è comunque più evidente nel
manga che nell’anime.
Proprio sul rapporto tra manga e anime va fatta una
considerazione, oltre a una serie notevole di differenze
estetiche, (in generale il tratto del manga è molto più
morbido e sfumato di quello dell’anime che è più netto e
preciso), è soprattutto la trama a essere anche molto
diversa tra le due versioni, che presentano situazioni e
personaggi a volte totalmente diversi, (oltre al fatto che
mentre nel manga il protagonista principale è probabilmente
il ragazzo, nell’anime le bambole diventano molto più
centrali, soprattutto nella seconda serie e negli OAV);
complessivamente ho trovato l’anime più coinvolgente e con
più azione del manga, che invece dà la sensazione di essere
più “parlato”, di contro l’anime ancora più del manga ha il
difetto di lasciare vari punti oscuri alla fine della
storia.
A proposito di fine: il più grande difetto di Rozen Maiden,
il vero e proprio tallone d’Achille di un’opera che
altrimenti poteva essere un piccolo capolavoro, è proprio il
finale; l’anime presenta un finale aperto, talmente aperto
che di fatto non si può neanche chiamare finale, lasciando
tutto in una situazione che potrebbe facilmente essere
conclusa anche solo con un pugno di OAV o con una serie
breve, tutta roba che però al momento non esiste; il manga
ha invece una specie di finale, (anche molto drammatico tra
l’altro), ma per alcuni litigi tra le autrici e la casa
editrice, è stato molto frettoloso e poco appassionante.
Non è comunque cosi facile far fuori Shinku e sorelle, e le
autrici hanno recentemente stretto accordi con un'altra casa
editrice che pare permetterà loro di continuare il manga
fino a portarlo a una più coerente e piacevole conclusione;
quindi sperando che qualche editore importi in Italia anche
i futuri capitoli, non mi resta che consigliarvi comunque
questa opera che sono sicuro, non mancherà di sorprendervi e
appassionarvi, o quantomeno di farvi innamorare di queste
piccole, adorabili, ma talvolta perfide e bastarde fino al
midollo, bambole maledette .