Che dire. La tematica del manga è di certo di una complessità
estrema. Trattare argomenti così difficili, ma soprattutto
delicati, per la maggior parte delle persone non è come bere un
bicchier d'acqua. Ci sono però autori (ma diciamo più che altro
persone) che sanno come affrontare determinate situazioni e sanno
coglierne gli aspetti più importanti, trasportandoli perfettamente
in un contesto narrativo o comunque esplicativo.
Questo non è il mio corpo. Un
grido, un annuncio, forse una rassegnazione ma più probabilmente
una presa di coscienza del proprio modo di essere. Il titolo di
questo manga si sposa appieno con le vicende che esso va a
raccontare. La protagonista, Noko Hanazawa, è una giovane
impiegata. Ha un ragazzo che la ama. Ha anche un'ossessione: il
cibo! L'ancora di salvezza in caso di tempesta. Il faro che
illumina la strada del proprio tragitto. Spalla fidata su cui
appoggiarsi nei momenti di difficoltà e di stress compulsivo.
Questo e molto altro è ciò che il cibo rappresenta per lei. La sua
vita la mette spesso di fronte ad eventi meschini e beffardi, che
non fanno altro che infierire ed approfittare della sua dolce
ingenuità. Mangiando, però, pare scordarsi di tutto e di tutti.
Riesce a gettare via alle spalle i suoi problemi, senza dargli
peso...un peso che però aumenta sempre più nel suo corpo! Un peso
che la rende vittima di derisioni e discrimazioni nella vita
sociale. Un peso che sembra far comodo a molti, anche se lei non
se ne rende conto.
E forse cercare di diminuire con così tanta applicazione quel peso
non servirà a granchè...