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Benvenuti amanti del cinema


Ciao a tutti e benvenuti. Questo sito nasce come 'archivio' del forum Cine-Maniacs e come tale servirà a raccogliere tutte le recensioni e le varie altre cose che potete raggiungere dal menù qui a lato. In quanto archivio... questo sito conterrà solo una parte del materiale totale infatti qui verranno pubblicate solo le recensioni vere e proprie, biografie approfondite ecc. mentre sul forum potrete trovare tutte le schede su tantissimi film che qui non sono presenti. Film appena usciti o ancora inediti e schede di vecchi film con trailer. In più sul forum anche notizie sulle compagnie, il merchandising, soundtrack e anche concorsi, scuole, casting e audizioni, video e bloopers... insomma, tantissima roba.

 

Recensione: Tropa de Elite - Gli Squadroni della Morte


Un fil scioccante che ci porta nelle favelas brasiliane con l'imminente arrivo del Papa. E' il 1997. Nascimento è un ufficiale del Bope, uno speciale corpo militare che opera nelle favelas di Rio. Sua moglie è incinta e lui inizia a sentire lo stress, per questo inizia a cercare un sostituto tra i ragazzi iscritti al corso per entrare nel corpo. Il corso è estremamente duro e selettivo. I due più promettenti sono due ragazzi che si conoscono da sempre, entrambi poliziotti stanchi della corruzione che imperversa. Uno di loro è un amante della guerra ma a volte troppo impulsivo, l'altro è un aspirante avvocato che pensa di poter perseguire i suoi scopi anche nel Bope, ma il suo frequentare l'università lo ha avvicinato a ragazzi che sono più vicini ai trafficanti che alla polizia, e questo comincia a metterlo in una difficile situazione. Nascimiento, le sue truppe e i ragazzi del corso si ritroveranno a operare attivamente nelle favelas per rendere sicura la zona per l'arrivo del Papa. Un film che ha diviso la critica. Vincitore l'Orso d'Oro a Berlino, il film è stato accusato di essere fascista. Lo spettatore si troverà a seguire il capitano Nascimiento, che dovrebbe rappresentare i 'Buoni'. La guerra contro i trafficanti e spietata, e se scappa il morto tra i poliziotti corrotti, nessuno ci verserà una lacrima. Così la guerra va avanti tra sparatorie e interrogatori duri e crudi dove qualsiasi metodo è accettato. Poliziotti che torturano ragazzi per scoprire i nomi dei trafficanti, buchi nelle gambe ed esecuzioni sommarie. scheda completa

 

Recensione: Brisby e il segreto di Nimh


Brisby è una topolina che manda avanti la famiglia con tanto amore dopo la morte di suo marito. Purtroppo uno dei suoi piccoli si ammala proprio all'alba dei giorni del trasloco. Infatti oramai è giunta la stagione in cui il contadino deve arare i campi e quendi le creature che vi abitano, traslocano. Brisby si rivolge a un amico del marito che le da una medicina ma le raccomanda di non muovere il bambino per nessun motivo o per lui potrebbe essere la fine. Non sapendo cosa fare, le viene consigliato di andare dal Grande Gufo a chiedere consiglio, e così, nonostante la paura, ci si fa accompagnare da un corvo conosciuto qualche giorno prima. Il grande gufo, dopo aver saputo chi fosse la topolina, le dice di rivolgersi ai ratti che vivono tra i rovi vicino alla casa del contandino, e le dice che i ratti non avrebbero mai negato il proprio aiuto alla moglie di Johnathan Brisby. Lei decide quindi di andare dai ratti che decidono di aiutarla, e finalmente viene presentata a Nicodemus, il capo dei ratti nonchè amico di Johnathan, che le racconterà la vera storia del marito. Così scoprirà la verità sul marito e sui ratti del Nimh. Inizialmente erano topi e ratti normali, ma furono catturati e portati al Nimh dove subirono degli esperimenti che li fecero diventare intelligenti. Così riuscirono a fuggire e cminciarono a crearsi una nuova vita rubando elettricità e altro al contadino. Nicodemus però stava cercando però di rendere i ratti indipendenti. Ma ci sono alcuni contrari al progetto. Decidono comunque di aiutare la signora Brisby a trasferire la sua casa in un luogo sicuro, ma nell'ombra c'è chi trama per trasformare questa operazione in una tragedia... scheda completa

 

Recensione: Reptilicus


Durante degli scavi viene trovato un fossile congelato. Il freddo ne ha tenuti intatti i tessuti. Viene portato in un museo di Copenhagen dove questo reperto viene studiato. Per un errore di uno scienziato... questa enorme coda di rettile viene scongelata e comincia a rimarginare i tessuti. Gli scienziati decidono di metterlo in una vasca e vedere come si evolve la cosa... ma purtroppo una notte di tempesta... forse anche a causa delle scriche elettriche, l'animale ha una crescita improvvisa e si ridesta distruggendo i laboratori e cominicando a devastare la città. Come si può uccidere un'animale di questo genere sapend che da ogni suo pezzetto potrebbe rigenerarsi un'altro bestia??
Eh già, siamo di fronte a un horror che riesce solo a far sirridere. Forse oggi più di allora visto che siamo abituati a supereffettoni spettacolare mentre qui ci ritroviamo davanti a scene quasi da cartone animato. Certo questo non è un film per chi oggi vuole godersi un horror... ma per fare un salto nel passato è ottimo. Nonostante tutto non è un film che annoia più di tanto pur avendo i suoi punti morti. Il mostro e la città di cartone si notano subito al primo sguardo. Poi ci sono le scene stupende di quando il rettile sputa dell'acido verde... scheda completa

 

Recensione: Stay Alive


Stay Alive è un nuovissimo gioco di cui un ragazzo sta facendo il beta test... ma appena finito il gioco il ragazzo con due suoi amici muoiono proprio com'era successo nel gioco... Il gioco viene dato insieme ad altri effetti a un suo amico che di questo genere di cose è appassionato... e così lui e i suoi amici provano a fare una partita ma ben presto scopriranno l'inquietante realtà. Le persone che muoiono nel gioco sono destinate a morire anche nella realtà proprio nel modo in cui sono morte nel gioco. Forse la leggenda a cui sembra essere collegato il gioco è la chiave d'uscita da questo incubo. Un film che si lascia guardare ma che non lascia molto e non entusiasma. Eppure l'inizio potrebbe essere promettente. l'idea c'è e non è niente male ma la resa sullo schermo non è delle migliori. Il film risulta abbastanza prevedibile e veri colpi di scena non ce ne sono. Il cast non è che dia del suo meglio e neanche questo aiuta. Il gioco non trova molto spazio nel film anche perchè ben presto gioco e realtà vanno a mischiarsi molto più di quello che si potesse pensare inizialmente. Verso il finale viene fuori un non so che di tipico da film asiatico... o meglio... da remake di film asiatico.... con bambine che si muovono in modo strano e cose del genere. Che dire... il classico teen-horror che non riesce ad elevarsi al di sopra della massa del genere... scheda completa

 

Recensione: The Bridge - Il Ponte dei Suicidi


Eric Steel decise di girare questo documentario dopo aver letto un articolo sul New Yorker dedicato ai "Jumper"... coloro che stanchi della vita, con malattie mentali, o chissà per qual motivo, decidono di togliersi la vita saltando da un ponte. Il Golden Gate Bridge di San Francisco è la meta più ambita per i suicidi, una specie di calamita per chi se ne vuole andare. Il ponte registra una media di un suicidio ogni 2 settimane ed è il luogo dove si verificano più suicidi nel mondo. Così Steel decide di sorvegliare il ponte con due telecamere con grandangolo per un anno nelle ore diurne finchè la luce lo consente. E così ci ritroveremo a guardare gente che passeggia su un ponte... gente che corre, gente che fa foto... e gente che scavalca la ringhiera e si lancia. E a noi rimangono le testimonianze dei parenti e degli amici che li hanno accompagnati nella loro vita. Questo film non scioglie i dubbi su quello che può scattare nella mente di una persona quando decide di compiere questo gesto, il tentivo di intraprendere un viaggio nella parte più oscura della mente che però non soddisfa e non spiega, semplicemente perchè è una parte di noi che non riusciremo mai a spiegare. Quello che rimane è soltanto semplice e puro dolore. In definitiva... un documentario che se fosse durato 15 minuti sarebbe stato perfetto... scheda completa

 

Recensione: Dong - Il Buco


Taipei. Il duemila è alle porte e la città non lo vive bene. piove incessantemente da giorni e una strana epidemia si sta espandendo. Chi viene colpito è spinto a dimenarsi a terra cercando umidità e buio e per questo viene chiamata la malattia degli scarafaggi  (e probabilmente proprio questi animali la diffondono). Per convincere gli abitanti di alcune zone ad abbandonare le proprie case per bloccare l'epidemia, vengono interrotti i servizi assistenziali. In un palazzo di una di queste zone si svolge la vicenda. Un uomo si ostina ad aprire il suo negozietto nonostante oramai non ci sia più nessuno. Un mattino viene svegliato da un idraulico chiamato dalla donna che abita di sotto per una perdita. Il problema non si risolve ma l'idraulico lascia un bel buco nel pavimento dell'uomo che comincia così a spiare la donna. Un giorno però la donna si ammala... Il film è quasi del tutto muto a parte i videoclip in stile musical che costellano la vicenda dando voce ai sentimenti più intimi dei protagonisti. La pellicola mette in luce la solitudine in un mondo che cambia e si ammala. Un film lento e pieno di silenzi ossessivi. Il fatto che manchino del tutto i nomi dei personaggi sembra dare ancora più peso alle vite in solitudine e all'indifferenza assoluta del mondo decadente che li circonda. Una regressione allo stato animale. Un film molto cupo ma che con il gesto finale del ragazzo ci lascia con una speranza. Un passo verso l'altro e due solitudini possono incontrarsi e formare qualcosa di nuovo... scheda completa